Indica Sativa Trade 2025: La festa spezzata dal Decreto Sicurezza
11 aprile 2025: Bologna doveva essere la capitale italiana della canapa, con l’apertura di Indica Sativa Trade, la storica fiera che da oltre dieci anni accende riflettori, passioni e speranze sulla filiera della canapa.
Ma proprio mentre si aprivano gli stand, il Presidente Mattarella firmava il famigerato Decreto Sicurezza, affondando con un colpo di penna un intero settore economico. Un tempismo da film horror. Il decreto vieta la lavorazione, distribuzione, commercio e spedizione delle infiorescenze di canapa. In parole povere: cannabis light fuorilegge.
La legge 242 del 2016 aveva aperto le porte alla canapa industriale, fissando un tetto di THC allo 0,2%, poi alzato dalla Cassazione allo 0,6% nel 2018. Oggi, con il nuovo decreto, tutto questo viene spazzato via.
Un settore vivo e produttivo… fino a ieri
Oltre 3.000 imprese, 15.000 lavoratori (che arrivano a 30.000 nei periodi di punta), un giro d’affari da mezzo miliardo di euro l’anno. Questi sono i numeri di un settore fiorente, costruito con passione, legalità e resilienza.
Il governo Meloni e la crociata proibizionista
La destra italiana ha deciso che la cannabis light è il male. Ignorando studi, sentenze e realtà, hanno equiparato chi vende CBD a uno spacciatore. Una narrazione tossica e antiscientifica, in cui si ignora che la cannabis light non sballa, non crea dipendenza e ha proprietà rilassanti e terapeutiche.
“Stiamo parlando di prodotti paragonabili alla birra analcolica”, ricorda il giurista Mattia Cusani dell’associazione Canapa Sativa Italia.
Storie vere, danni reali
Andrea Cavattoni – Imprenditore da Trento
Con Cime di Montagna coltiva canapa in alta quota dal 2017. “Abbiamo dovuto bloccare la produzione. Siamo vivi solo grazie all’export. Ma se va avanti così, chiudiamo e perdiamo tutto”.
Elisa Lombardi – Consumatrice da Udine
“Ho malattie degenerative e solo l’olio di CBD mi dava sollievo. Ora rischio di tornare al dolore cronico e all’insonnia. Non mi metterò a comprare dal mercato nero. Sono spaventata.”
Clotilde Arduini – Imprenditrice da Cuneo
Produce macchinari per la lavorazione della canapa. “Abbiamo perso ordini per decine di migliaia di euro. Tutti hanno paura di investire. È frustrante vedere svanire anni di sacrifici.”
Mattia Cusani – Presidente Canapa Sativa Italia
“Abbiamo attivato ricorsi d’urgenza in più corti d’appello. Il consumatore medio ha 35-45 anni ed è ex fumatore di cannabis illegale. La light è uno strumento di riduzione del danno, non una porta d’ingresso.”
Marco Della Rosa – Imprenditore da Belluno
Con Canapalpino è nel settore dal 2007. “Abbiamo dovuto chiudere un punto vendita e fermare altri progetti. La firma del decreto ci ha resi fuorilegge da un giorno all’altro.”
Il settore reagisce
Tra appelli, ricorsi, manifestazioni e fuga di imprenditori verso l’estero, la canapa light non vuole morire in silenzio. I legali sono già al lavoro per creare precedenti giuridici e difendere un diritto sacrosanto: quello di esistere.
E noi di Shopganja?
Restiamo vigili, incazzati e motivati. Continuiamo a informare, supportare, denunciare e difendere la cultura della canapa, quella vera. Perché la canapa non è droga, è futuro, lavoro e libertà.
Se anche tu credi in questo settore, resta con noi. Iscriviti al canale WhatsApp, segui le notizie e… fai girare la voce.

