Cenere bianca o cenere nera: Il colore conta davvero?

Nella comunità cannabica circolano numerose teorie. Alcune riflettono la realtà, mentre altre non sono altro che dicerie. Cosa possiamo dire sul colore della cenere della cannabis? La cenere bianca indica un’erba di qualità? La cenere nera indica che c’è qualcosa che non va nella marijuana che stai fumando? Scopri la verità qui sotto!

Se sei solito fumare canne con consumatori di cannabis esperti, ti sarà già capitato di imbatterti in una delle controversie più comuni. Nel mondo della cannabis si continua a discutere su diversi argomenti: dall’efficacia di trattenere il fumo nei polmoni all’accuratezza dei termini “indica” e “sativa” per descrivere gli effetti di una varietà. Tra questi argomenti controversi, uno dei più discussi rimane se il colore della cenere possa, o meno, indicare la qualità di una cima d’erba.

Alcuni consumatori di cannabis sostengono che la cenere bianca indichi un’erba più pura e di alta qualità, sottoposta ad un accurato lavaggio delle radici; mentre la cenere nera sia un indicatore di scarsa qualità. Altri, invece, ignorano completamente questa distinzione e ritengono che il colore della cenere non abbia alcun significato. Quindi, quando fumiamo erba, dovremmo preoccuparci del colore della cenere? Nei seguenti paragrafi analizzeremo i punti chiave sollevati da entrambe le parti.

Il dibattito tra cenere bianca e cenere nera

Probabilmente, la maggior parte dei consumatori di cannabis non avrà mai fatto caso al colore della cenere all’estremità delle loro canne. Tuttavia, alcuni intenditori di marijuana non solo lo considerano un indicatore per valutare la qualità complessiva dell’erba, ma usano questo parametro anche per evidenziare la qualità delle cime coltivate in casa. Per loro, la cenere bianca testimonia una corretta coltivazione, un adeguato lavaggio delle radici ed un’essiccazione e concia ottimali, con conseguenti infiorescenze più vellutate e piacevoli da fumare.

Tuttavia, questa conclusione si basa solo su testimonianze e perde forza se consideriamo l’esperienza soggettiva di altri coltivatori e fumatori. Questi ultimi non disprezzano la cenere bianca e lodano quella nera, ma ignorano semplicemente l’importanza del colore della cenere, attribuendolo a superstizioni e pseudoscienza.

La scienza dietro il colore della cenere

Come c’era da aspettarsi, la ricerca scientifica non è ancora riuscita a diradare la nebbia che avvolge il dibattito tra la cenere bianca e quella nera. Sebbene l’industria della cannabis continui a crescere e i ricercatori stiano concentrando i loro sforzi sull’ibridazione, sull’agricoltura e sulla farmacologia, il colore della cenere di una canna non sembra un problema urgente per la maggior parte dei consumatori. Per il momento, il dibattito rimane fermamente radicato tra i coltivatori e i fumatori domestici. Tuttavia, alcuni esperti di scienza cannabica hanno diffuso le proprie opinioni a riguardo.

Fattori che influenzano il colore della cenere della cannabis

La qualità complessiva della cannabis è influenzata da un lungo elenco di fattori, tra cui genetica, metodi di coltivazione, substrato e processi di post-raccolta. Ma queste variabili influenzano anche il colore della cenere della cannabis? Scopri quali sono i fattori principali che potrebbero incidere sulla cenere bianca o nera.

  • Lavaggio delle radici

Per decenni, si è pensato che il lavaggio delle radici prima di raccogliere fosse essenziale per ottenere cime di cannabis di alta qualità. Secondo questo principio, interrompere la concimazione giorni o settimane prima del raccolto consentirebbe alle piante di cannabis di esaurire tutte le riserve di nutrienti, metabolizzando essenzialmente i composti che potrebbero dare un sapore più aspro all’erba, rendendola così più vellutata e piacevole da fumare. Tuttavia, anche il lavaggio delle radici è diventato un argomento molto controverso ed alcuni coltivatori biologici come il dott. Robert Flannery stanno contestando tale concetto. La sua tesi[1] di master, intitolata “Irrigation Management Strategies for Medical Cannabis in Controlled Environments”, ha scoperto che, contrariamente a ciò che si pensava, il lavaggio delle radici non incide sulla quantità di nutrienti presenti nelle cime di cannabis.

Detto questo, molti coltivatori e fumatori continuano a sostenere che questa tecnica alteri in una certa misura la fitochimica delle cime che, una volta fumate, produrranno una cenere bianca. Tuttavia, i coltivatori che non realizzano il lavaggio delle radici segnalano che anche la loro erba produce solo cenere bianca. Come vedi, i pareri sono discordanti.

  • Substrato

Sebbene la ricerca debba ancora capire se e in che modo il substrato possa influire sul colore della cenere, alcuni coltivatori hanno scoperto che alcuni substrati apportano grandi benefici alla qualità dei fiori. Oggi, molti coltivatori stanno abbandonando la coltivazione idroponica e i fertilizzanti sintetici, e prediligono i sistemi di “suolo-vivo” basati sull’uso di fertilizzanti biologici che, insieme ai microrganismi della rete alimentare del suolo, forniscono alle piante tutte le sostanze nutritive. Chi adotta questi metodi naturali, riferisce spesso di produrre un’erba di qualità superiore che, secondo l’opinione generale, genererebbe una cenere bianca dopo la combustione.

  • Temperatura di combustione

Indipendentemente dal lavaggio delle radici e dai metodi di coltivazione, ciò che potrebbe alterare il colore della cenere è la temperatura di combustione. Josh Wurzer, co-fondatore di SC Labs in California, ha affermato che la cenere nera deriva da una combustione incompleta. Troppa umidità e poco ossigeno possono influire sulla temperatura di combustione, facendo sì che la cannabis bruci in modo anomalo formando cenere nera.

  • Contenuto di umidità

Riallacciandoci al paragrafo precedente, l’essiccazione e la concia possono incidere direttamente sul colore della cenere. Questi processi post-raccolta rimuovono l’umidità in eccesso, il che non solo riduce i rischi di muffa, ma consente alle cime di bruciare a temperature più elevate, aumentando le probabilità di ottenere una cenere di colore bianco.

  • Additivi e contaminanti

Alcuni coltivatori vedono la cenere nera come un segno di contaminazione e la cenere bianca come un segno di purezza. In questa prospettiva, la cenere nera potrebbe segnalare la presenza di metalli pesanti, pesticidi ed altre sostanze chimiche. Tuttavia, non esiste alcuna ricerca a sostegno di questa affermazione.

  • Resina

Anche la quantità di resina può incidere sui colori della cenere. Secondo Wurzer, le cime più ricche di resina possono produrre una cenere nera ostacolando la corretta combustione. Tuttavia, l’alto contenuto di resina indica normalmente un’elevata qualità delle cime, poiché questa sostanza viscosa contiene cannabinoidi come il THC e terpeni aromatici che contribuiscono al sapore e all’aroma dell’erba.

Il colore della cenere è quindi un buon indicatore di qualità?

La cenere bianca è sinonimo di erba di alta qualità? Non necessariamente. Ci sono molti modi più efficaci per giudicare la qualità della cannabis. Il colore della cenere non può indicare le proprietà più importanti dell’erba e la sua qualità complessiva. In alcuni casi, potrebbe semplicemente indicare una combustione impropria; in altri, potrebbe dipendere dai processi post-raccolta di essiccazione e concia.

Come valutare correttamente il colore della cenere della cannabis

In ogni caso, se desideri adottare questo metodo di valutazione, potrai farlo osservando semplicemente il colore della cenere della tua erba. Fai cadere la cenere dall’estremità della tua canna o dal braciere di un bong o una pipa ed osservala nel posacenere. Usa uno stuzzicadenti per romperla ed osserva le parti sia esterne che interne per esprimere un buon giudizio sul colore complessivo.

Se vuoi prendere questo metodo di valutazione ancora più seriamente, puoi anche usare una lente d’ingrandimento o un oculare da gioielliere. Questi dispositivi ti aiuteranno ad osservare da vicino la cenere e a capire meglio se è di colore bianco o nero.

Strumenti alternativi per valutare la qualità dell’erba

Come accennato in precedenza, esistono diversi modi per valutare la qualità della cannabis piuttosto di osservare il colore della cenere. Scopri di seguito i modi migliori per scoprire se stai fumando cime di alta o scarsa qualità.

  • Ispezione visiva

Prendi semplicemente una cima ed osservala da vicino. Dovrebbe essere ricoperta da un buona quantità di tricomi e risultare appiccicosa al tatto, ma non bagnata. Inoltre, dovrebbe essere trimmata correttamente senza troppe foglioline resinose. Se dovessi trovare delle cime con segni di muffa, buttale subito.

  • Aroma e sapore

Indipendentemente dal colore della cenere, se le cime hanno un buon odore e sapore prima e durante l’accensione, molto probabilmente sono di alta qualità. Tutte le varietà hanno sapori ed aromi diversi. Puoi aspettarti aromi di legno, pino, pepe, frutta, caramelle e Skunk. L’erba coltivata, essiccata e conciata malamente sprigiona spesso odori di erbaccia, fieno o muffa.

  • Contenuto di umidità

L’umidità in eccesso non solo può produrre cenere nera, ma può anche rovinare i sapori delle cime rendendole meno gradevoli da fumare. Non solo, l’umidità può anche innescare la formazione di muffe durante la conservazione. Le cime di cannabis adeguatamente conciate sono appiccicose e secche al punto giusto. Le cime eccessivamente umide indicano processi post-raccolta e/o conservazione inadeguati.

Fattori che incidono sulla qualità dell’erba

Se ti autoproduci la tua cannabis, hai la possibilità di controllare la qualità del prodotto finale. Scopri i fattori più importanti per ottimizzare i risultati.

  • Genetica

La scelta della varietà gioca forse il ruolo più importante nella qualità finale dell’erba. Oltre a scegliere una varietà adatta alle tue preferenze, procurati genetiche note per produrre risultati ottimali. A meno che tu non sia un breeder, limita il tuo campo d’azione ai semi femminizzati. In questo modo, otterrai solo infiorescenze femminili e ti assicurerai il miglior rapporto qualità-prezzo.

  • Stress abiotico e biotico

Piccole quantità di stress abiotico (cioè stress prodotti da fonti non viventi) possono aiutare le piante a prosperare e a produrre più cannabinoidi e terpeni. Tuttavia, uno stress eccessivo sotto forma di siccità, irrigazione eccessiva e tecniche di training e defogliazioni troppo aggressive possono rallentare la crescita, ridurre la produzione e compromettere la qualità delle cime. Inoltre, lo stress biotico proveniente da fonti viventi, come insetti parassiti ed agenti patogeni, può contaminare le cime e renderle pericolose da fumare.

  • Microbiologia e terroir

Coltiva sempre in substrati vivi. Questo approccio non solo migliorerà la fertilità del terreno anno dopo anno ma, secondo alcune ricerche, aumenterà anche le colonie di microrganismi benefici che giocano un ruolo fondamentale nella qualità, nella potenza e nei sapori del prodotto finale. Secondo il concetto di terroir (ovvero i fattori ambientali che influiscono sul sapore e sulle caratteristiche del raccolto), il clima locale gioca un ruolo fondamentale nel profilo fitochimico delle infiorescenze (se coltivate correttamente).

  • Lavaggio delle radici

Sebbene la ricerca ritenga che il lavaggio delle radici non incida molto sull’eliminazione dei nutrienti dalle cime, alcuni coltivatori sostengono la sua efficacia nel migliorare i sapori rendendo l’erba più vellutata da fumare. Il lavaggio delle radici può ridurre la concentrazione di alcune sostanze fitochimiche aggressive, come la clorofilla, generando un fumo più piacevole.

  • Brix

Se sei un vero intenditore di cannabis, probabilmente hai già un rifrattometro che misura i livelli brix. Questo pratico dispositivo consente di valutare la qualità delle cime in base alla quantità di zucchero nelle cime. Cerca di mantenere un livello brix del 12–15% ed avrai piante più sane ed un’erba della massima qualità.

  • Essiccazione e concia

L’essiccazione e la concia sono tra i fattori più importanti quando si parla di qualità della cannabis. Se eseguiti correttamente, questi processi ottimizzano la durata di conservazione delle cime e danno origine ad un fumo più vellutato e saporito.

Cenere bianca e nera: Un indicatore poco affidabile per valutare la qualità della cannabis

Oltre all’uso improprio dei termini “indica” e “sativa”, il colore della cenere non sembra avere una particolare rilevanza. Sebbene la cenere nera possa indicare una combustione impropria a causa dell’eccesso di umidità, può anche indicare alti livelli di resina. La cenere bianca, invece, è probabilmente dovuta alle temperature di combustione più elevate, ma non suggerisce in alcun modo una qualità superiore. Invece di fare affidamento sul colore della cenere, considera le variabili relative a sapore, aromi, contenuto di umidità, aspetto e sensazioni dopo l’uso per valutare la qualità della tua erba.

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