Come fare il “risciacquo ” delle piante di cannabis

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Come fare il “risciacquo” delle piante di cannabis?

L’azione di risciacquare una pianta consiste nell’usare acqua corrente per rimuovere attivamente tutti i nutrienti dal suolo. Una gran quantità d’acqua passa attraverso il terreno regolarmente ed è drenata via. Qualunque minerale o nutriente presente nel terreno col tempo è lavato via, lasciando il terreno pulito. Ma perché dovreste voler togliere tutti i minerali dal terreno? Non farà male al raccolto? In realtà, questo aiuta il vostro raccolto in maniera significativa. Quando i nutrienti sono rimossi dal suolo, la vostra pianta viene forzata ad usare tutti i nutrienti ancora presenti in essa. Succede come per il corpo umano: introduciamo nell’organismo grandi quantità di cibo, e ciò che non usiamo si trasforma in grasso. In situazioni estreme, quando il cibo è scarso, il corpo deve affidarsi a questo grasso immagazzinato per ricavarne energia.

Dato che il lavaggio delle radici forza la pianta di cannabis a far ricorso ad ogni sostanza nutritiva in essa contenuta, si dovrebbero eliminare tutti i residui che possono compromettere il buon utilizzo delle cime raccolte. Ma se lo si esegue troppo presto, può lasciare la vostra pianta in cattiva salute; una buona scelta di tempo è quindi fondamentale.

Il momento migliore per fare il risciacquo della vostra cannabis

Il risciacquo radicale si comincia ad eseguire normalmente due settimane prima del raccolto. Se la pianta ha un periodo di fioritura di otto settimane, il lavaggio delle radici dovrà aver luogo sei settimane dopo l’inizio della fase di fioritura. La cosa migliore è osservare attentamente i tricomi sulla vostra pianta, per valutare quando la vostra marijuana sarà probabilmente pronta per il raccolto. Se i piccoli tricomi stanno giusto cominciando a cambiare da un colore chiaro ad uno opaco e lattiginoso, questo potrebbe essere un buon segno che la pianta si può iniziare a risciacquare. Il tempo dovrebbe esser calcolato a due settimane prima che la maggior parte dei tricomi abbiano raggiunto interamente il colore desiderato per la raccolta – la cosa diventa più facile con l’esperienza, quindi perseverate!

Il lavaggio delle radici può anche essere un buon modo per rimettere a posto il terreno quando la pianta è in stato vegetativo. Qualche volta i coltivatori sovralimentano per errore le loro piante, con la conseguenza che le estremità delle foglie cambiano colore e avvizziscono. Questo si chiama “bruciatura nutritiva” (“nutrient burn”); il risciacquo radicale può rimuovere le sostanze nutritive in eccesso, aiutando a prevenire il problema. Ma si tratta di una misura piuttosto drastica per questa fase della crescita, assicuratevi quindi prima di tutto che sia un problema di “nutrient burn” e non qualche cosa d’altro.

Flushing

Il risciacquo non è riservato esclusivamente al momento del raccolto. Questa tecnica può essere utilizzata anche nella fase vegetativa per eliminare dalla terra i nutrienti in eccesso. Certamente, i nutrienti mantengono le vostre piante in salute e garantiscono rendimenti ottimali, ma se ve ne sono in eccesso possono causare il blocco dei nutrienti—una condizione in cui le piante non riescono ad avere accesso ai nutrienti.

Il blocco dei nutrienti può essere provocato sia dall’accumulo di sali che da inadeguati livelli di pH. Lo si può risolvere risciacquando le piante con della semplice acqua. I fluidi spingono i nutrienti fuori dalla terra e lavano via gli accumuli, consentendo alle radici di poter di nuovo assorbire liberamente i nutrienti.

Prevenire il blocco dei nutrienti prima che diventi un problema

Il blocco dei nutrienti può essere una seccatura nel migliore dei casi e devastante nei peggiori. Come recita il vecchio detto, prevenire è meglio che curare. È meglio prendere misure per evitare il blocco dei nutrienti, piuttosto che trovarsi ad affrontarlo in seguito.

Prevenire il blocco dei nutrienti può esser fatto attraverso un risciacquo di routine. Facendo il risciacquo alle vostre piante, una volta prima che la fioritura cominci ed una volta a metà della fioritura, ridurrete al minimo le possibilità che si verifichi un accumulo di nutrienti.

Enzimi alla riscossa

Dopo aver eseguito il risciacquo per contrastare il blocco dei nutrienti o prima del raccolto, potreste comunque notare che le vostre piante hanno un aspetto verde scuro: segno di un eccesso di nutrienti. In questo caso, alcuni coltivatori preferiscono aggiungere alla terra delle formule ricche in enzimi.

Se non ricordate niente delle lezioni di biologia, gli enzimi sono proteine che catalizzano reazioni. Essi aiutano a risciacquare il terreno scomponendo amidi, carboidrati e nutrienti. Esiste sul mercato tutta una serie di prodotti che contengono efficaci formule di enzimi.

Se l’acqua non sta facendo nulla per le vostre piante, queste piccole proteine faranno smuovere i nutrienti residui!

Come fare correttamente il risciacquo della cannabis

Fare il risciacquo della vostra cannabis è un procedimento semplice. Ad ogni occasione in cui normalmente la alimentereste, fate invece un risciacquo. Dell’acqua di rubinetto non trattata è tutto ciò che vi serve per il lavaggio delle radici; assicuratevi giusto che il livello del pH sia adatto alla pianta. L’acqua di pozzo normalmente contiene un livello di pH idoneo e non ha bisogno di trattamento, ma se risulta necessario aggiungere un qualche trattamento per aggiustare il pH dell’acqua che utilizzerete per il risciacquo, procedete pure. L’aggiustamento del pH è l’unica cosa di cui vi dovrete preoccupare.

Inondate il terreno con acqua fresca, tanta quanta ne può trattenere. Lasciate così per qualche minuto, il tempo perché tutte le sostanze nutritive siano raccolte, quindi inondate nuovamente il terreno per risciacquarle via dalla pianta. Se state praticando coltivazione indoor e state usando vasi, prestate attenzione all’acqua drenata dal fondo del vaso: sarà colorata ed avrà un aspetto sporco.

A questo punto un misuratore TDS (solidi totali disciolti in acqua) vi sarà utile.

Se prenderete la misura dei TDS dell’acqua drenata, il valore sarà di circa 1300 ppm (parti per milione), cioè piuttosto alto.

È importante continuare a risciacquare fino a che questo valore scende ad un livello di 50 ppm, o almeno finché si avvicina al livello di TDS dell’acqua fresca che state usando per fare il risciacquo. Il colore dell’acqua drenata diventerà più chiaro e questa apparirà più pulita. L’obiettivo è quello di rimuovere dalla pianta quanti più minerali dissolti possibile.

Come fare il risciacquo delle piante idroponiche

Fare il risciacquo alle piante idroponiche è molto più facile che rimuovere i nutrienti da un medium di coltura in terra. Chi coltiva in idro può semplicemente drenare il suo sistema e sostituire l’acqua con acqua a pH equilibrato.

Il risciacquo delle piante idroponiche è anche un procedimento molto più breve. Una volta sostituito l’apporto idrico, le piante in idroponica non hanno accesso ad alcun nutriente esterno. Per tale motivo, avrete bisogno di risciacquare le piante solo per due giorni.

Conseguenze del risciacquo della cannabis

Dopo il raccolto, prendete tutto il tempo per conciare le cime e sviluppare il loro massimo potenziale. Una corretta concia ridurrà ancora di più il carattere di ruvidità, rimuovendo elementi come l’eccesso di clorofilla. Sarete sorpresi della differenza che un piccolo sforzo come questo può determinare sul vostro prodotto finale. Tutto il vostro duro lavoro si manifesterà in quella prima inalazione di fumo soffice e setoso, che vi toccherà il fondo della gola morbido come miele. Questa è natura al suo stato più semplice; potete migliorare la qualità della vostra cannabis giusto aggiungendo dell’acqua!

Quando evitare di fare il risciacquo alle vostre piante

L’unico caso in cui si consiglia di evitare il risciacquo è quando state coltivando in terriccio organico ammendato o super soil. Questo medium viene sviluppato accuratamente nel tempo, per ospitare microrganismi benefici come batteri e funghi. Questa delicata biodiversità può venir cancellata e danneggiata dal risciacquo.

Ancora una volta, la mancanza di risciacquo non dovrebbe costituire un problema, in quanto a questo medium non vengono aggiunti nutrienti sintetici o esterni; le piante si affidano invece ai microrganismi per scomporre la materia organica e trasmetterla alle radici.

Il dibattito sul risciacquo: È necessario?

Ora sapete perché i coltivatori di cannabis scelgono di risciacquare le loro piante e come effettuare questa operazione. Tuttavia, per presentarvi lo scenario in modo imparziale, vogliamo raccontarvi anche l’altra opinione in questo dibattito.

Se avete già coltivato cannabis, probabilmente avrete scelto di risciacquare il terreno prima del raccolto. La maggior parte dei coltivatori che conoscete probabilmente giura che questa pratica sia necessaria, ma alcuni scelgono di non fare il risciacquo. Non solo non vedono alcun beneficio, ma sostengono che in questo modo si ottengono risultati opposti a quelli desiderati.

Contrariamente a quanto credono alcuni coltivatori, il lavaggio non distrugge e non rimuove le sostanze nutritive immagazzinate all’interno delle piante.

Questo perché i legami covalenti tra le loro molecole sono forti e per romperli sono necessarie tecniche derivate dalla chimica organica. Di conseguenza, il risciacquo non distrugge le sostanze chimiche create all’interno delle piante, ma riesce a diluire le sostanze nutritive disponibili nel substrato di coltivazione.

Il concetto alla base del risciacquo suggerisce che questo tentativo di eliminare i residui di nutrienti nel substrato di coltura faccia in modo che le piante di cannabis muovano ed utilizzino le loro riserve di sostanze nutritive. In teoria, l’interruzione dell’apporto di nutrienti dall’esterno obbliga le piante a consumare ciò che resta loro, ottenendo come risultato dei fiori meno irritanti per la gola e con un migliore sapore.

Sebbene il risciacquo influisca sul numero di nutritivi in forma ionica rimasti nel substrato, ha una scarsa influenza diretta sulle sostanze chimiche già presenti nei tessuti vegetali.

Durante il risciacquo, si consiglia ai coltivatori di aumentare gradualmente il pH della soluzione utilizzata. In questo modo si diminuisce la disponibilità di nutrienti come ferro, manganese, boro, rame e zinco. Questa pratica genera anche un deficit dei tre macronutrienti azoto, potassio e fosforo. Quando le piante di cannabis rilevano una carenza di nutrienti, attingono ai depositi nei tessuti più vecchi e spostano le sostanze immagazzinate verso siti più giovani e produttivi, come i fiori. I coltivatori contrari al risciacquo sostengono che questa movimentazione dei nutrienti si traduca in maggiori quantità di minerali che entrano nel tessuto floreale.

Inoltre, limitare i nutrienti vitali durante la fioritura costringe le piante ad una “economia di guerra”: per garantire la sopravvivenza ed ottenere la riproduzione, è meno probabile che la pianta spinga energia vitale nella produzione di metaboliti secondari, inclusi cannabinoidi e terpeni. Di conseguenza, i sostenitori del risciacquo sostengono che un deficit di nutrienti provochi un aumento della produzione di questi composti, dato che i metaboliti secondari sono prodotti dalle piante per combattere lo stress. Alcuni risultati di ricerche scientifiche supportano questo punto di vista.

 

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